Fabula IV (prima parte)

Non riesco a decidere cosa questo sotterraneo sia stato, in origine. Un magazzino? Il piano interrato di un condominio? L’ingresso di un garage? Se c’erano elementi che ne rendevano chiara la funzione, sono stati abbattuti ed eliminati nel corso della sua trasformazione in una cripta.
L’aria sa di chiuso, polvere, cera e piante appassite. Tutt’intorno a me, montati su tavolini pieghevoli, ci sono altarini dedicati ai defunti: una foto incorniciata di un volto sorridente, quattro o cinque candele accese, vecchi fiori infilati in vasetti colmi d’acqua. E, qua e là, in piedi accanto al proprio sacrario, i vurdalak che sono venuti ad accogliermi.
Non sono decisamente vampiri alla Gary Oldman. Questi uomini e donne hanno un aspetto ordinario, a volte insignificante. Molti sembrano avanti con gli anni, e, benché le immagini che li ritraggono a volte sembrino risalire al pre-Frattura, tutti appaiono identici alla loro versione nelle foto, a parte il pallore, gli occhi nascosti da lenti scure nonostante la penombra e le vistose cicatrici sulla gola. Continua a leggere

Fabula LIV (terza parte)

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Esitano, si guardano tra loro. Ma che fanno? Non possono accettare, sono impazziti?
«Dici che ti abbandoneranno?» La voce della fata mi scivola dolce nelle orecchie, e i miei tentativi di sfuggire alla sua stretta sembrano improvvisamente una perdita di tempo. «Sei diverso da loro. Tutto umano, e scuro quasi quanto uno svartalfàr.»
«Perché sei con Delfine?» È difficile riuscire a pensare, con l’huldra così vicina. Il mio cervello sembra galleggiare nella melassa. Malombra sta sollevando una mano per coprirsi l’occhio sinistro, e Silva si avvicina, la maschera stretta in mano. «Lei ti sta sfruttando.»
«E allora? Ci guadagno comunque, e più che a vendermi al Tribuno come le Alseidi. Tu cosa ci guadagni, invece, a farti ammazzare così? Non sembri una Furia o un agente…»
«Mi sono ritrovato in mezzo a questa storia per caso.» È difficile ricordare con chi sto parlando. Le parole mi sfuggono di bocca senza che lo voglia, sincere e fuori controllo. «Ma più vado avanti, meno mi piace quello che incontro…» Continua a leggere

Fabula LIV (prima parte)

«Quello ha ucciso la cantante?» Silva mi afferra per le spalle e mi fa voltare verso di sé. La sua pelle scotta tanto da fare male. Mi lascia andare subito, quando si  accorge della mia smorfia di dolore. «E anche altri? Il monacello?»
«Monacello?» rispondo, confuso. «Non lo so. Penso che potrebbe aver assassinato anche una Pizia, però…»
«Dovrò andare a fargli qualche domanda di persona, allora.» Gli occhi della donna scintillano di luce arancione. Ricordano un po’ quelli di Lume. «È il mio arresto, mi occupo io di lui!»
«Ehi, smettetela voi due!» Vittoria è sporca di fuliggine e sangue, e ha più lividi e ferite di quando mi sono allontanato, poco fa. Tutti ne hanno, a parte Malombra. «Quello di cui state parlando è uno dei nostri!» Si avvicina e mi squadra in volto, furiosa. «Ti stai sbagliando.» Continua a leggere

Fabula LII (terza parte)

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Mi guardo attorno alla ricerca del fattucchiere, ma lui è già dietro di me. Sembra non avere neanche un graffio. «Bel casino, eh?»
«Sei riuscito a non farti mangiare dalla strix, è già qualcosa» replico, mentre cerco di valutare la minaccia che abbiamo di fronte. Un paio degli umani ben vestiti, una donna che scrive o disegna qualcosa in un taccuino nero e un uomo anziano che regge tra le dita tremanti un elaborato talismano dorato. «Cosa ne pensi?» Alcune delle belle e inquietanti creature dai lunghi cappotti, che aprono rivelando un rivestimento di fogli ingialliti e stropicciati che ondeggiano in ogni direzione, ignorando il vento. Un cambiato con la parte sinistra del volto ricoperta di corteccia, in cui sono state incise complesse figure geometriche.
«Direi che vogliono sfondare i miei sigilli» risponde Malombra, con indifferenza.
«Quello l’ho capito anch’io! Ma possono farcela?» Una minuscola donna sovrappeso che si lega un fazzoletto rosso sui capelli e inizia a gorgheggiare. Una sagoma appena accennata, un tremore nell’aria, la sensazione di qualcuno che mi osserva. Continua a leggere

Fabula LII (seconda parte)

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Malombra inizia a sghignazzare, ma è l’unico. Tra le bande e i non umani pare che Bud e Terence siano poco apprezzati.
L’huldra, soprattutto, non sembra aver gradito, o capito, o entrambe le cose. Scuote la testa con sufficienza. Non mi teme, pensa di conoscermi e di potermi gestire. Ottimo. Con lei al comando sono certa che cercheranno di passare da qui.
Torna indietro verso i suoi, brandendo in alto il bastone, e urla qualcosa in chissà quale lingua. I Variaghi rispondono gridando in coro la stessa parola.
E poi comincia. A un segnale che non riesco a cogliere umani, cambiati, spiriti si lanciano all’attacco, tutti insieme. I più veloci sono un gruppetto di folletti bellicosi che si gettano contro le difese della piazza per verificarne la forza, e poi si allontanano di corsa ululando di dolore, lasciandosi dietro scie di scintille. Continua a leggere