Fabula VI (seconda parte)

(continua da qui )

Il ciclope si china per attraversare la porta. Visto così sembra ancora più grosso.
Afferro un’altra fiala e le rompo il collo con il dito, puntandola contro di lui. L’incantesimo dei telchini, sospeso e intrappolato nel vetro un istante prima del suo completamento, si libera, e insieme alle ultime sillabe viene fuori anche un vento impetuoso e gelido, che trasporta neve e ghiaccio. Continua a leggere

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Fabula VI (prima parte)

Quando i treni ancora portavano da qualche parte la stazione del rione Martelli doveva essere stata anonima, una delle tante. Anni di abbandono e incuria le hanno dato una sua personalità. I muri sporchi, le porte sfondate, le carrozze arrugginite di un treno fermatosi definitivamente appena dopo essere partito, sono al tempo stesso suggestive e spaventose…
«C’è mai stato un film horror ambientato in una stazione?» Continua a leggere