Intermezzo – Le Dodici Notti

Sa quando dormi,
sa quando sei sveglio,
sa se sei stato buono o cattivo…
Tribuno, fottuto guardone di merda!

Le parole, in un festivo rosso e verde, mi fissano dal piano del tavolo davanti a me. Il ragazzo che mi è seduto di fronte, invece, osserva tutto tranne la mia faccia.
Non che ci sia molto altro da vedere, nella sala degli interrogatori. Le incrostazioni di ghiaccio sui vetri della finestra. Le fiammelle delle candele che riempiono la stanza, perché neanche nella sede dell’EXO si può stare tranquilli al buio, nel periodo del Solstizio. Il bonsai decorato con minuscole palline colorate che qualcuno con troppo tempo libero ha piazzato sul davanzale.
«Tre anni.» Affondo una mano nel cestino che ho in grembo, prendendo una manciata di mandorle ricoperte di cioccolato amaro. Me ne infilo un paio in bocca, parlando mentre mastico. «Tre anni che ti diamo la caccia, e tu ti fai beccare da una guardia di sicurezza mentre infili propaganda dei seguaci dei 47 in una cassetta delle lettere.» Scuoto la testa. «Non sono arrabbiato. Solo deluso.»

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Intermezzo – Marta e il solstizio

«Aria di neve, oggi, signorina Marta» mi dice il portiere dell’ufficio quando gli passo davanti. Ha occhiaie profonde e il volto segnato. Dice di essere stato una guardia giurata, una volta, e ha il vizio di giocherellare sempre con la spranga fornitagli dall’azienda. Di ferro, non d’acciaio, l’ho imparato la prima volta che ho parlato con lui. “Buona per le teste umane e pure per quelle dei folletti”.
«Brutta notizia. Meglio correre a chiudersi in casa, allora!» Gli sorrido. “Io sorrido sempre alle persone, le rende più gentili e bendisposte” diceva mio padre, quando mi parlava del suo lavoro. “Anche alle persone che non ti interessano o non ti piacciono?” gli chiedevo. “Soprattutto a loro. Capita che si ammorbidiscano e si aprano, e scopri che non sono così male.” Continua a leggere