Fabula XI (seconda parte)

(continua da qui)

Attraversiamo una piazza vuota sotto una pioggia gelida, sottile, che rende scivolosa la pavimentazione e mi si insinua tra i capelli, scorrendomi lungo il collo fino a scivolare nell’impermeabile. Qualche passo davanti a me Vittoria, col suo soprabito scuro, la valigetta nera, i capelli biondi nascosti sotto un cappello a tesa larga, sembra fondersi con le ombre della sera che si avvicina rapida.
Superiamo una fontana in cui non scorre più acqua, sovrastata dai resti di un mezzobusto barbuto a cui manca la metà superiore della testa, e sfuggiamo alla pioggia infilandoci sotto un arco da cui pende una lanterna. La sua luce giallastra rivela la forma stilizzata di una rosa a cinque petali, incisa su una parete proprio sopra una lucidissima targa dorata che recita Dipartimento Informazione – Ufficio Monitoraggio Propaganda e StampaContinua a leggere

Annunci

Fabula XXII

«Ci sono delle gallerie, sotto la Cattedrale dei Caduti» mi sussurra il ragazzo, col tono di chi sta rivelando un segreto.
Gli lancio un’occhiata, distogliendo per un attimo l’attenzione dalla flebo che sto sostituendo. «Ah sì?» Ha sui vent’anni, e non ha un bell’aspetto. Le occhiaie sono viola e profonde, il colorito della pelle ha la stessa sfumatura di giallo sporco delle lenzuola e della federa del cuscino del letto in cui è sdraiato, ed è troppo magro. Non è la prima volta che vedo tossici del suo tipo, qui in ospedale.
«Vanno giù sottoterra, per chilometri e chilometri» continua. Fissa il soffitto, attento a chissà cosa. «Sono le catacombe dei frati, con un casino di… come si chiamano… Alle pareti, le cassettine per le ossa…» Continua a leggere

Fabula XII (seconda parte)

(continua da qui)

Seguiamo la donna attraverso un lungo corridoio, superando un gran numero di porte chiuse. Cerco di non pensare a cosa potrebbero contenere. L’odore di disinfettante qui è così forte da essere nauseante. Irene si stringe contro di me. Si tiene più curva del solito.
Ci fermiamo davanti a una porta blu. Lancio un’occhiata a Fra, che annuisce. Spero ricordi davvero cosa deve fare.
La nostra accompagnatrice bussa, e un attimo dopo lui compare sulla soglia. Continua a leggere