Fabula XI (seconda parte)

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Attraversiamo una piazza vuota sotto una pioggia gelida, sottile, che rende scivolosa la pavimentazione e mi si insinua tra i capelli, scorrendomi lungo il collo fino a scivolare nell’impermeabile. Qualche passo davanti a me Vittoria, col suo soprabito scuro, la valigetta nera, i capelli biondi nascosti sotto un cappello a tesa larga, sembra fondersi con le ombre della sera che si avvicina rapida.
Superiamo una fontana in cui non scorre più acqua, sovrastata dai resti di un mezzobusto barbuto a cui manca la metà superiore della testa, e sfuggiamo alla pioggia infilandoci sotto un arco da cui pende una lanterna. La sua luce giallastra rivela la forma stilizzata di una rosa a cinque petali, incisa su una parete proprio sopra una lucidissima targa dorata che recita Dipartimento Informazione – Ufficio Monitoraggio Propaganda e StampaContinua a leggere

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Fabula XVIII (seconda parte)

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Ora che la drakaina ha iniziato a parlare tutti gli altri rumori si sono spenti. Mi accorgo solo dopo diversi secondi che sto persino trattenendo il fiato. È come se la sua presenza si stesse lentamente espandendo, schiacciandoci sotto il suo peso. La sua coda vibra, le squame brillano alle luci del palco. Sono bellissime. Continua a leggere

Fabula XVIII (prima parte)

Lungo le pareti bianche del Dedalo ci sono finte colonne dipinte di rosso e decorazioni che raffigurano asce bipenni, teste di toro e serpenti. Gli uomini dello staff indossano solo gonnellini blu e gialli lunghi fino al ginocchio, le donne gonne più lunghe, un giacchetto dalle corte maniche a sbuffo che lascia scoperto il petto e fasce elastiche per nascondere il seno. Tutti portano elaborate acconciature realizzate con perline e pennacchi di nastri multicolori. Continua a leggere