Fabula LXI

«Sono felice di rivederti, Vittoria.» Deifobe, seduta davanti alla gabbietta per uccelli sulla sua scrivania, mi fissa con i suoi occhietti umidi, in cui non c’è traccia del calore che ha messo nella sua voce. Sta studiando la mia espressione e la mia postura, valutando se le ferite che ho subito abbiano compromesso la mia utilità, esaminando le mie nuove cicatrici. Quelle visibili, e quelle che mi porto dentro. «Hai recuperato molto più in fretta di quanto i medici avessero previsto.»
«I guanti hanno aiutato.» Li ho indossati quanto più ho potuto, durante la convalescenza. Il mio dottore è contrariato, dice che questa guarigione forzata potrebbe crearmi problemi in futuro. «Sono pronta a rientrare in servizio.» Ma non ho tempo di pensare al futuro. E il mio dottore può andare a farsi fottere. Continua a leggere

Fabula LIX (quarta parte)

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La lama si solleva in un arco che mi sembra terribilmente lento. Il Velato alza lo sguardo dalle foto, si guarda attorno, sembra realizzare ciò che sta accadendo.
Ma non può più farci nulla. L’acciaio colpisce la più bassa delle corde. È la spada dell’Ospitaliere, per quanto la mano che la impugna possa essersi indebolita la taglierà con facilità, e…
La lama rimbalza con violenza, quasi sfugge dalla presa di Renzo, che barcolla all’indietro e finisce per cadere. La corda si limita a ondeggiare, intatta.
«No, non ci credo.» Sono protette. Incantate!
«Credici, ragazzo. È dal giorno dell’ultima battaglia che aspetto questo momento. Non potete inventarvi nulla che possa prendermi di sorpresa.» Il mago lancia le foto verso di me. «Ecco, ora non mi servono più. Mi sembrava che tu e l’Ospitaliere ci teneste.»
Mi atterrano davanti. Dovrei ignorarle, rimanere concentrato, pensare a un altro modo per fermare l’incantesimo. Ma non riesco a resistere alla tentazione di chinarmi a dare un’occhiata. Continua a leggere

Fabula XLVIII (seconda parte)

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Lemuri? Cosa c’entrano i lemuri, adesso?
Nella confusione che segue mi arrivano frammenti di conversazione dalle persone intorno a me.
«Ma che dice quella?».
«Lascia perdere, sicuro è fatta.»
«Hai visto come sta messa? Chissà che le è successo.»
«Non sto tranquillo, andiamo via.»
«Se sono i Cercatori come l’ultima volta non c’è problema, loro gli umani di solito non li toccano, siamo qui apposta…»
«Ma è sicuro che erano loro?»
«Aspetta, che c’entrano i Cercatori coi lemuri?»
«Io ho visto passare i Variaghi prima.»
«Te stai male…» Continua a leggere

Fabula XLIV (prima parte)

La Fascia Desolata, più che un luogo, è una presenza. Non ho bisogno di vederla per sentire che è vicina. La percepisco negli sguardi che sento pesare su di me dagli angoli immersi nelle ombre, dal rabbrividire della mia pelle sotto tocchi furtivi di mani invisibili, dall’odore di ozono e marciume che riempie l’aria, dalle sagome che vedo  passarmi accanto con la coda dell’occhio, mentre corrono verso il buio.
Gli altri però non mi sono sembrati turbati, non più del solito. Tutto quello che è successo negli ultimi tempi deve avermi reso più sensibile e ricettivo a certi tipi di energie. O forse solo più suggestionabile.
E l’attesa di certo non aiuta. Fisso attraverso i vetri rotti di questa finestrella il cancello della Magione della Contessa, un obbrobrio mezzo arrugginito di volute e decorazioni pretenziose quasi quanto il nome della sala ricevimenti, che ondeggia piano su cardini che lo reggono a malapena. È così fuori posto, in piena città, che probabilmente di giorno sembra ridicolo. La notte però è un’altra storia. Non dovrebbe essere lì, poggiato sull’asfalto di una strada cittadina, a proteggere un vialetto di pietra bianca che si addentra in un prato di erba alta e trascurata, diretto chissà dove. Continua a leggere

Fabula XXXI

Sto leggendo un’e-mail. Lo stampato di un’e-mail, in realtà, ma l’effetto che mi fa vederne una dopo così tanto tempo è comunque straniante. Non credevo di poter dimenticare come fossero fatte.
«Pazzesco» mormoro, posando il foglio sopra gli altri che riempiono il tavolo. I documenti di Mila sono una raccolta eterogenea: log di chat private e di discussioni su forum in almeno cinque lingue diverse, articoli di giornali e riviste, corrispondenza via posta elettronica, cartoline, foto di qualità altalenante, appunti disordinati scritti a mano su tovaglioli di carta, begli schizzi a matita di volti, oggetti, creature. Continua a leggere