Fabula XXVII (seconda parte)

(continua da qui)

I lemuri sono materiali, ma non hanno più il loro corpo. Non sono un esperto di necromanzia e non so di preciso di cosa siano fatti, ma la loro consistenza è diversa da quella di un essere vivente. Sono più flessibili, malleabili. Ricevere un pugno da loro è come essere colpiti da una palla di gomma.
Una palla di gomma dura, che viaggia molto veloce.
Il lemure continua a picchiarmi, senza curarsi troppo del bersaglio: faccia, busto, stomaco, tutto quello che riesce a raggiungere. Mi sono rannicchiato per proteggere volto e ventre con le braccia, ma non riesco a bloccare tutti i colpi. Non so come reagire, quindi mi concentro solo su come rendere il prossimo pugno meno doloroso possibile. E spesso fallisco anche in quello. Continua a leggere

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Fabula III

«Signora, mi rendo conto del disagio che provoca vedervelo girare nudo per casa, davvero, ma no, non c’è nessun metodo di bando o esorcismo che garantisca che non ci sia alcuna ripercussione.»  Scorro rapidamente la tabella che ho tra le mani, mentre cerco un modo per tenere viva la conversazione. «In casi come questi non è possibile escludere una maledizione, o un aumento della vulnerabilità mistica della casa…» Continua a leggere