Intermezzo – Le Dodici Notti

Sa quando dormi,
sa quando sei sveglio,
sa se sei stato buono o cattivo…
Tribuno, fottuto guardone di merda!

Le parole, in un festivo rosso e verde, mi fissano dal piano del tavolo davanti a me. Il ragazzo che mi è seduto di fronte, invece, osserva tutto tranne la mia faccia.
Non che ci sia molto altro da vedere, nella sala degli interrogatori. Le incrostazioni di ghiaccio sui vetri della finestra. Le fiammelle delle candele che riempiono la stanza, perché neanche nella sede dell’EXO si può stare tranquilli al buio, nel periodo del Solstizio. Il bonsai decorato con minuscole palline colorate che qualcuno con troppo tempo libero ha piazzato sul davanzale.
«Tre anni.» Affondo una mano nel cestino che ho in grembo, prendendo una manciata di mandorle ricoperte di cioccolato amaro. Me ne infilo un paio in bocca, parlando mentre mastico. «Tre anni che ti diamo la caccia, e tu ti fai beccare da una guardia di sicurezza mentre infili propaganda dei seguaci dei 47 in una cassetta delle lettere.» Scuoto la testa. «Non sono arrabbiato. Solo deluso.»

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