Fabula XLVIII (seconda parte)

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Lemuri? Cosa c’entrano i lemuri, adesso?
Nella confusione che segue mi arrivano frammenti di conversazione dalle persone intorno a me.
«Ma che dice quella?».
«Lascia perdere, sicuro è fatta.»
«Hai visto come sta messa? Chissà che le è successo.»
«Non sto tranquillo, andiamo via.»
«Se sono i Cercatori come l’ultima volta non c’è problema, loro gli umani di solito non li toccano, siamo qui apposta…»
«Ma è sicuro che erano loro?»
«Aspetta, che c’entrano i Cercatori coi lemuri?»
«Io ho visto passare i Variaghi prima.»
«Te stai male…» Continua a leggere

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Fabula XXXIX

Odore di vino scadente che si mescola a quello di frittura e spezie. Gruppetti di uomini e donne di mezza età che mangiano zuppe e arrosti di chissà cosa, chiacchierano in varie lingue e giocano a carte. Ai muri poster scoloriti di squadre di calcio e vecchi film. Una parete è occupata da un altarino, foto di ragazze e ragazzi circondate da fiori di carta colorata e allineate sotto lo sguardo benevolo di una divinità egiziana dalle ali multicolori raffigurata in una cartolina, della Madonna Immacolata effigiata su un santino, e della statuetta di plastica di una dea indiana a quattro braccia, con due mani aperte e due che reggono fiori.
Il Terzo Cerchio conserva ancora una certa aria da osteria nelle sedie di paglia, nei tavolini di legno e nei bassi soffitti di pietra, ma, come quasi ogni locale nel rione Tumuli, si sta trasformando in un luogo in cui ricordare le cose e le persone perse. O cercare di dimenticarle. Continua a leggere

Fabula XXXIV (seconda parte)

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Resto senza parole per un momento, prima di ricordare la mia conversazione con Miriam. Riescono a vedere anche quella, a quanto pare. Abbasso lo sguardo e resto in silenzio.
«Non stiamo mentendo o esagerando» continua la donna. «Prova a pensarci. Ormai il piano è in movimento. La sommossa ci sarà, è certo. Ma poi che succederà? Vuoi davvero che la città diventi un campo di battaglia?»
«Non dipende certo da me.»
«Ah no? Gli attivisti per i diritti dei non-umani vogliono collaborare con noi, e i CRU sono dei politici, non rischieranno lo scontro aperto se non vi verranno trascinati. Certo, ci sono quei fanatici dei Cercatori, ma non sono dei leader. L’unico gruppo che può compattare gli umani e causare un conflitto è il tuo.» Continua a leggere

Fabula XXVIII (terza parte)

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Osservo i volti dei miei compagni. Qualcuno annuisce, altri sembrano dubbiosi. Non posso credere che ci stiano pensando davvero. Non se la ricordano la guerra?
Miriam si guarda nervosa alle spalle. «Non dovremmo parlarne qui…»
Paolo scuote la testa. «Pensi che non sappiano già tutto? I mostri sono consapevoli di correre un rischio ad armarci, come noi corriamo un rischio ad aiutarli. E sanno quali sono i nostri obiettivi, come noi conosciamo i loro. Ma la priorità per tutti noi è eliminare il Tribuno, indebolire lo status quo. Solo allora sarà possibile un cambiamento, in una direzione o nell’altra.»
«Paolo, ti rendi conto di cosa stai dicendo?» lo interrompo. «Anche ammesso che davvero cacciare il Tribuno sia possibile e porti a uno scontro tra i non-umani, chi ti garantisce che la gente si solleverà insieme a noi? E il Tribuno e i templi, per quanto mi dispiaccia dirlo, garantiscono un minimo d’ordine. Senza di loro…» Continua a leggere

Fabula XXVIII (seconda parte)

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Ci raggruppiamo attorno a Paolo, una decina di persone. Conosco tutti, gente fidata, devota alla causa. Nessuno ha l’aria di sapere perché siamo qui.
L’occhialuto dei CRU si avvicina, presentandosi come Cino. Ci indica una porta in fondo al salone. «Andate avanti» dice. «Vi raggiungo subito.»
«Cos’è questa storia?» chiedo a Paolo, affiancandomi a lui mentre ci fa strada.
«Stiamo collaborando a un progetto con i CRU e altri gruppi. Una cosa grossa» risponde a mezza voce. Apre la porta e mi fa cenno di entrare. «Vedrai!» Continua a leggere