Fabula IV (prima parte)

Non riesco a decidere cosa questo sotterraneo sia stato, in origine. Un magazzino? Il piano interrato di un condominio? L’ingresso di un garage? Se c’erano elementi che ne rendevano chiara la funzione, sono stati abbattuti ed eliminati nel corso della sua trasformazione in una cripta.
L’aria sa di chiuso, polvere, cera e piante appassite. Tutt’intorno a me, montati su tavolini pieghevoli, ci sono altarini dedicati ai defunti: una foto incorniciata di un volto sorridente, quattro o cinque candele accese, vecchi fiori infilati in vasetti colmi d’acqua. E, qua e là, in piedi accanto al proprio sacrario, i vurdalak che sono venuti ad accogliermi.
Non sono decisamente vampiri alla Gary Oldman. Questi uomini e donne hanno un aspetto ordinario, a volte insignificante. Molti sembrano avanti con gli anni, e, benché le immagini che li ritraggono a volte sembrino risalire al pre-Frattura, tutti appaiono identici alla loro versione nelle foto, a parte il pallore, gli occhi nascosti da lenti scure nonostante la penombra e le vistose cicatrici sulla gola. Continua a leggere

Fabula XLVIII (seconda parte)

(continua da qui)

Lemuri? Cosa c’entrano i lemuri, adesso?
Nella confusione che segue mi arrivano frammenti di conversazione dalle persone intorno a me.
«Ma che dice quella?».
«Lascia perdere, sicuro è fatta.»
«Hai visto come sta messa? Chissà che le è successo.»
«Non sto tranquillo, andiamo via.»
«Se sono i Cercatori come l’ultima volta non c’è problema, loro gli umani di solito non li toccano, siamo qui apposta…»
«Ma è sicuro che erano loro?»
«Aspetta, che c’entrano i Cercatori coi lemuri?»
«Io ho visto passare i Variaghi prima.»
«Te stai male…» Continua a leggere

Fabula XXIII (seconda parte)

(continua da qui)

«Non è arrivata?» chiedo, porgendo a Silva un bicchierino di plastica. Dall’angolo di strada a cui ci troviamo la bancarella di Mila si distingue a malapena tra le teste dei manifestanti, ma anche così è evidente che lì non c’è nessuno.
«Non si è ancora fatta vedere. Forse l’hanno avvisata di questo casino.» Lo prende, e mi lancia un’occhiata interrogativa. «L’hai zuccherato?»
Allineati davanti all’ingresso del Santuario dei Ritornati, i Cercatori d’Anime pregano. Sono svariate decine, uomini e donne, per la maggior parte molto giovani o molto anziani. Parecchio più numerosi del gruppetto di agenti che li fronteggia, allineati in un sottile cordone scuro, nervosi e a disagio. Continua a leggere

Fabula XVIII (prima parte)

Lungo le pareti bianche del Dedalo ci sono finte colonne dipinte di rosso e decorazioni che raffigurano asce bipenni, teste di toro e serpenti. Gli uomini dello staff indossano solo gonnellini blu e gialli lunghi fino al ginocchio, le donne gonne più lunghe, un giacchetto dalle corte maniche a sbuffo che lascia scoperto il petto e fasce elastiche per nascondere il seno. Tutti portano elaborate acconciature realizzate con perline e pennacchi di nastri multicolori. Continua a leggere

Fabula XVII (prima parte)

La bancarella somiglia a quelle che circondano la maggior parte dei templi, ma, a vederla da sola in questa piazzetta, appoggiata contro il muro di pietra grigia che circonda il santuario, mi mette malinconia. O forse è l’aria che si respira così vicino alla Fascia Desolata a farmi sentire così.
Molta della merce in vendita è la solita: collanine di corallo per proteggere i bambini da strigi e altre creature che succhiano il sangue, chiodi di ferro da mettere sulle porte per impedire l’ingresso in casa a spiriti e folletti, quadrati del Sator in ceramica, candele incise con sigilli magici per propiziare l’amore e la fortuna, oli profumati, posacenere decorati, magliette spiritose coi loghi modificati di famose aziende, film e videogiochi del pre-Frattura, sbucate da chissà quale magazzino. Ma c’è anche qualcosa di più mirato: lumini votivi, medagliette di dubbio argento raffiguranti il bellicoso san Giorgio dei Cercatori d’anime, fiori finti, bustine di carta cerata di colore scuro contenenti benedizioni per i defunti, brevi guide tascabili su come orientarsi nella Fascia Desolata… Continua a leggere