Fabula XVII (seconda parte)

(continua da qui)

Il sacerdote mi fa strada attraverso un portone dall’aspetto ordinario. Sembrerebbe di essere in un normale condominio, se non fosse per il silenzio. Gli unici rumori che riesco a sentire sono quelli che produco io. I miei passi, il mio respiro, persino i battiti del mio cuore mi sembrano assordanti.
«Ha perso un parente stretto, se posso chiederglielo?» La voce del brucolaco echeggia nell’androne e lungo la tromba delle scale come un corpo estraneo, con la sua cadenza forzata e la sua strana sonorità. Continua a leggere

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Fabula XVII (prima parte)

La bancarella somiglia a quelle che circondano la maggior parte dei templi, ma, a vederla da sola in questa piazzetta, appoggiata contro il muro di pietra grigia che circonda il santuario, mi mette malinconia. O forse è l’aria che si respira così vicino alla Fascia Desolata a farmi sentire così.
Molta della merce in vendita è la solita: collanine di corallo per proteggere i bambini da strigi e altre creature che succhiano il sangue, chiodi di ferro da mettere sulle porte per impedire l’ingresso in casa a spiriti e folletti, quadrati del Sator in ceramica, candele incise con sigilli magici per propiziare l’amore e la fortuna, oli profumati, posacenere decorati, magliette spiritose coi loghi modificati di famose aziende, film e videogiochi del pre-Frattura, sbucate da chissà quale magazzino. Ma c’è anche qualcosa di più mirato: lumini votivi, medagliette di dubbio argento raffiguranti il bellicoso san Giorgio dei Cercatori d’anime, fiori finti, bustine di carta cerata di colore scuro contenenti benedizioni per i defunti, brevi guide tascabili su come orientarsi nella Fascia Desolata… Continua a leggere