Fabula XLVI (seconda parte)

(continua da qui)

A quelle parole tutti si zittiscono, e l’improvviso silenzio si riempie del rumore dei passi di molte persone. E forse anche di animali, a giudicare da quello che sembra il raschiare di unghie sul pavimento. Questo posto sta diventando molto più affollato di quanto immaginassi. Spero che Folco abbia qualche idea su come fare ad andarcene.
Lui rimane fermo nella sua strana posa, concentrato. Ma mi sembra di vederlo tremare per un istante, quando una chiara, potente voce femminile inizia a parlare.
«Sono arrivata più in fretta che ho potuto. Spero di non aver fatto aspettare troppo a lungo i nostri ospiti.»
«No, Madre, sono qui da pochi minuti» risponde Anna. Non credo di averla mai sentita usare un tono così rispettoso e umile. Lei è una di quelle che a scuola rigavano l’auto del preside.
«Bene. Mi ha sorpreso che avessi bisogno di vedermi con così tanta urgenza, maestro, ma per i miei amici sono sempre disponibile.» Non dice nulla di speciale, ma le sue parole sono così musicali, suonano così calde e affettuose, che per un attimo mi trovo a desiderare che siano rivolte a me, di essere anche io suo amico…
«Il maestro ritiene che…»
«No.» L’odiosa, inquietante voce monotona viene interrotta dalla donna. «Non sono venuta fin qui di persona per ascoltare un intermediario. Se il maestro ha qualcosa da dirmi può farlo anche da solo.»
«Bene, allora.» Adesso è un uomo a parlare. Il maestro. Il Velato. «Siamo in un momento delicato della nostra operazione, e ci sono cose di cui dobbiamo discutere.» Ha un tono irritato e un po’ sprezzante, e non si sforza certo di essere sentito da tutti. Non è semplice capire quello che dice. Eppure, quella voce…
«Che succede? Mi sembra stia andando tutto come previsto.»
«A parte il fallimento dei tuoi Variaghi nel procurarsi l’elemento più importante per il mio incantesimo, intendi?» No, non è possibile che l’abbia già sentita. Probabilmente suonano solo simili.
«Mi sembra di capire che sono stati chiamati in causa solo dopo che i tuoi lemuri hanno incontrato delle difficoltà.»
«Il che dimostra come le cose non stanno andando lisce come previsto. Anche nell’operazione di neutralizzazione delle Furie.» Merda, se solo riuscissi a sentirlo meglio! Perché deve farfugliare così tanto?
«Le informazioni della mia fonte si sono rivelate tutte esatte. Hanno subito pesanti perdite.» Cosa? Sono già arrivati a questo punto?
«Ma anche noi. Non avevamo messo in conto che la Sibilla si sarebbe rivolta alle bande per ottenere rinforzi. Hai idea di quanti spettri sono già stati distrutti? Non possiamo sperare di vincere una guerra perdendo così tanti soldati. Soprattutto miei, a quanto pare. »
«Vuoi insinuare che non stiamo facendo la nostra parte?» Ora anche nella voce della donna si sta affacciando una vena di irritazione. Appena un accenno, ma sufficiente a farmi tremare le gambe. Non vorrei mai che si arrabbiasse con me.
«Dimmelo tu, Delfine: vi state risparmiando? Perché dopo quello che abbiamo dovuto pagare per ottenere quelle anime, credevo che i miei nuovi lemuri ti sarebbero stati un po’ più a cuore.» Il Velato ha alzato la voce, e l’impressione di prima è tornata, ancora più forte.
«La perdita della povera Tessalonica è una ferita orribile, quanto quella degli altri che hanno dovuto dare la loro vita. E proprio per questo nessuno dovrebbe permettersi di mettere in dubbio quello che siamo disposti a sacrificare per questa causa.»
«Va bene, va bene, chiedo scusa se sono stato scortese. Volevo solo fare chiarezza.» Il sarcasmo e la condiscendenza dell’uomo sono così marcati da dare fastidio persino a me. «Ma questo mi porta al motivo principale della mia visita. La sirena è stata risvegliata.»
«Vuoi dire l’orrore in cui hai trasformato l’anima di Tessy?» Disgusto e indignazione, così forti da contagiarmi, nonostante non sia sicuro di capire di cosa stiano parlando. Cosa ha fatto di così orribile a quel povero spirito?
«Quell’orrore è un revenant di squisita fattura e impareggiabile efficacia, a testimonianza dell’abilità del suo artefice e della qualità del materiale di partenza» interviene il portavoce del Velato.
«Madre, se questi continuano a parlare di Tessy come se fosse una cosa, io…»
Lo scoppio di rabbia di Zampa de Gal viene interrotto dalla donna… Delfine, è stata chiamata? «Non diamo la colpa al maestro per l’indelicatezza delle creature di cui si circonda. Sono sicura che le disciplinerà in qualche modo, e subito.» Oh, la sua severità è così giusta, così ragionevole!
«Penso proprio che non ci saranno altre interruzioni. Da parte di nessuno» sottolinea l’uomo. Un grugnito, e passi pesanti che si allontanano. Zampa de Gal? «Però mi sembra che non sia chiara la gravità di quello che ho detto. Se il revenant è attivo vuol dire che qualcuno ha cercato di usare la sirena per ottenere informazioni su di noi.»
«Lo avevamo messo in conto, no? È proprio per questo che ho acconsentito alle tue pratiche di magia nera, per avere la certezza che ogni ficcanaso fosse eliminato.»
«È lì il problema. Sento che la sirena non è tornata al suo stato di torpore. Vuol dire che chi l’ha risvegliata è ancora in vita, anche se ormai sono passate diverse ore da quando ha disturbato la mia creatura.»
Nessuno replica a quelle parole per lunghissimi secondi. Neanche a me, che ho capito più o meno la metà di quello che ho sentito, sfugge la loro implicazione. C’è qualcun altro che sa cosa sta succedendo, e che magari sta indagando su questo maledetto complotto. Qualcuno là fuori, libero di spargere la voce, di cercare aiuto…
«Com’è possibile?» chiede finalmente Delfine. «Mi avevi garantito che il revenant sarebbe stato inarrestabile.»
«Lo è. Il suo bersaglio dev’essere riuscito a fuggire in qualche modo, ma non è certo al sicuro. La sirena gli sta dando la caccia.»
«E nel frattempo? Potrebbe aver già fatto arrivare la notizia a un santuario, o alle Furie!»
«Esattamente. Adesso capisci l’urgenza che avevo di parlarti? Dobbiamo prepararci a un possibile contrattacco. E forse stringere i tempi dell’operazione.»
«Cosa intendi?»
«Ho saputo che le armi sono state consegnate ai nostri alleati umani. E le Furie sono state attaccate, c’è stato quel grosso scontro al Municipio 3… I nostri nemici in questo momento sono probabilmente confusi e spaventati, e aspettare è diventato troppo pericoloso. Dobbiamo colpirli prima che riescano a riorganizzarsi.  Se diamo subito gli ordini saremo pronti ad attaccare in una manciata di ore.» No. No! Non possono farlo!
«Ma la parte più importante del piano è il tuo incantesimo, e per quello hai appena detto che ti manca ancora un componente.»
«Vero. Ma quell’huldra mi ha garantito che presto otterrà ciò che mi serve, e penso che impegnandoci potremmo anche aiutarla a fare più in fretta.» Vogliono già scatenare la loro sommossa, e io sono ancora incastrato qui, senza poter fare nulla. Manderanno i miei amici al macello e trasformeranno la città in un campo di battaglia mentre io resto fermo a guardarli! «Durante la guerra ho imparato che i successi maggiori vengono quando si è flessibili e capaci di adattarsi alle circostanze. E alla fine l’avete imparato anche voi mostri.» E lo sta facendo lui, il Velato. Che dovrebbe essere uno dei 47. Lui, che parla con quella voce…
«Il tradimento non è mai stato sconosciuto alla feccia dei santuari. Riserva le tue frecciate a loro e al Tribuno. Cos’hai in mente di fare per la questione dell’ingrediente?»
«Mi dicevano di un ostaggio.» Mi volto verso Folco, ma lui sembra di nuovo in controllo, e per nulla preoccupato. Nemmeno quando il Velato continua. «Vediamo chi è e cosa possiamo farci. Qualcuno può andarlo a prendere?»

(continua qui)

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