Fabula XXI (prima parte)

Come si diventa un mago? Come si ottiene una convinzione così profonda, così incrollabile che il mondo debba piegarsi alla tua volontà, da convincere la realtà stessa a obbedire?
Izabela e Silva sono sedute sul divano di fronte a me, sepolte tra i cuscini viola, a parlare fitto del caso, di Mila, del modo migliore di procedere a questo punto, ma non riesco a seguire i loro discorsi.
Cazzo, oggi ho incontrato un mago. Un mago vero. Sono un operatore spiritico, ho studiato come funziona la magia, ne so riconoscere le tracce e gli effetti, riesco a sentirla. Ho conosciuto sciamani, medium, esorcisti, cambiati di ogni tipo. Ma quell’uomo anziano e molto più basso di me, col suo completo chiaro, il farfallino, la pelle macchiata sul cranio pelato e la barbetta grigia abbarbicata al mento era diverso da tutti loro. Lui mi ha fatto paura.

«D’accordo, noi andiamo.» Silva mi spinge verso la porta dell’ufficio. «Il mago non ci troverà qui. Ma almeno, per favore, passa da me dopo il lavoro, così possiamo parlarne meglio!»
«Va bene, va bene, ma fate in fretta ora!» risponde Iza, per poi nascondere il viso tra le mani, continuando a borbottare parole incomprensibili.
Riesco solo ad aggiungere un “Mi dispiace” e già stiamo correndo nel corridoio. Il tempo di svoltare un angolo…
E ci ritroviamo il mago davanti. Se Silva non me l’avesse descritto non immaginerei mai che sia lui la persona che stavamo tentando di evitare. Un anziano distinto come tanti altri, dall’aspetto comune e persino un po’ bonario.
«Oh, maestro Ippolito, buongiorno» lo saluta Silva, forzando un sorriso.
Lui ricambia, con cortesia. Mi aspetto che ci chieda cosa facciamo lì, che faccia domande su di me, ma non succede. «Allora, come stanno andando gli incontri col dottore?» La sua voce è limpida e sicura, molto più giovanile del suo aspetto. Parla alla mia amica con calore, e a me non rivolge neanche uno sguardo. Io invece non riesco a staccare gli occhi da lui.
Sono i dettagli a tradirlo, a mostrare la verità dietro la facciata ordinaria. Sulla spilla d’oro che porta all’occhiello è inciso un sigillo, un diagramma complesso e articolato fatto per contenere spiriti intrappolati che dev’essere stato difficilissimo riprodurre così in piccolo. L’anello all’indice della mano destra è decorato da una combinazione di cinque pietre preziose perfetta per aumentare la sintonia con le forze elementali. E appena al di sopra del colletto inamidato si intravedono minuscole lettere, forse ebraiche, tatuate lungo il collo, che si perdono nella camicia  seguendo chissà quale schema.
«Mi raccomando, allora. Sono ansioso di riaverla in servizio!» Ippolito stringe la mano a Silva e fa per proseguire, con l’aria di chi non ha tempo per fermarsi. Sto per schiacciarmi contro il muro per farlo passare…
…e le mie gambe si rifiutano di muoversi. Trattengo a stento un verso di sorpresa, cercando di evitare di attirare l’attenzione del mago. Ci metto qualche secondo ad accorgermi che anche lui e Silva sono immobili, bloccati nel gesto che stavano compiendo un attimo prima. Tutti i rumori che riempivano l’edificio sono cessati di colpo. A parte la voce che mi rimbomba, chiara e vicinissima, nelle orecchie.
«E tu chi sei?»

«Ehi, mi passeresti le carte? Sono lì nella borsa» mi chiede Iza.
Mi sporgo dalla poltrona e frugo nella borsetta che ha lasciato sul tavolino accanto a me, fino a tirarne fuori la confezione di un mazzo di tarocchi su cui è raffigurato, in uno stile vagamente disneyano, un agnellino, sormontato dal numero I, che sta spensieratamente saltellando verso un crepaccio mentre un cane da pastore corre disperato dietro di lui.
«Gli Arcani della Fattoria?» leggo, incredulo, prima di passarglieli.
«Faccio la collezione» replica lei, sulla difensiva. «E questi li ho appena presi, mi dispiacerebbe non provarli neanche!»
«Vuoi leggere i tarocchi dello Zio Tobia all’assassino?»
Silva camuffa una risata con un colpo di tosse, ma Izabela non sembra aver trovato divertente la battuta. «Alla situazione. I tarocchi sanno essere penosamente vaghi quando si tratta di fornire dettagli, ma sono ottimi per dare il quadro generale dei trend e delle forze in azione.» Mi guarda da sopra gli occhiali. «Sei un operatore, non dovresti essere un cartomante anche tu?»
«Io non uso gli strumenti divinatori in maniera proprio tradizionale…»
«Dovevi davvero essere l’orgoglio della scuola serale.»
«Ehi!»

 È come se qualcuno mi stesse urlando in entrambe le orecchie. Cerco di coprirmele, ma anche le braccia non rispondono agli ordini. Riesco a muovere solo la testa.
«Allora?» La voce si abbassa a un volume più tollerabile, ma non riesco ancora a capire da dove provenga.
Mi guardo attorno, cercando di scoprirlo, e solo allora la noto. Una delle scarpe del mago è piantata sopra la mia ombra. Ho letto di incantesimi e forme di magia basati sul contatto con le ombre, ma come può essergli bastato così poco per paralizzarmi ed entrare nella mia testa?
Davanti ai miei occhi balena un lampo di luce così forte da essere doloroso. Serro le palpebre, trattenendo un lamento. «Sono un operatore» mi affretto a rispondere, prima che lo rifaccia.
«Non uno dei nostri.» Non è una domanda.
«No, un indipendente. Un amico di Silva.»
«Un indipendente.» C’è una sfumatura di disprezzo nella voce, adesso? «Davvero? Non sei un cambiato, non riesco a percepire nessuna energia particolare in te e avverto sensitività a malapena sufficiente per superare l’esame di abilitazione.»
Sono troppo preoccupato per offendermi. «Ho i documenti nel portafoglio se non mi crede, se potessi prenderlo…»
Un secondo lampo di luce, così forte da stordirmi, nonostante abbia ancora gli occhi chiusi. «Non è necessario che prenda nessuna iniziativa. Cosa sei venuto a fare qui?» continua la voce.
«Non avevo mai visto gli uffici della EXO, ero curioso e…» Il terzo lampo sembra spaccarmi la testa. Questa volta mi scappa un grido.
«La verità.»

Iza sta mescolando i tarocchi a occhi chiusi, muovendo le labbra mentre ripete qualcosa tra sé e sé.
«È stata una fortuna che il maestro Ippolito non ci abbia chiesto nulla, stamattina» mi dice Silva sottovoce. «Non me lo sarei perdonata se ci fosse andata di mezzo Izabela.»
«Già…» rispondo, evitando di guardarla.
Iza si avvicina al tavolino e vi posa il mazzo. «Bene, per prima cosa vediamo che ci dicono di questa Mila.»
Io e Silva la raggiungiamo, osservando quello che fa da dietro le sue spalle. La vedo disporre tre carte coperte, una sotto l’altra, e poi scoprirle in rapida successione. Sulla prima, un gatto nero siede compostamente su un ramo, facendosi le unghie sul legno e ignorando i due ragazzini visibilmente preoccupati che lo chiamano da sotto l’albero. La seconda, rovesciata, raffigura una tortora o un colombo dalle piume grigie che, appollaiato da solo in un angolo della colombaia, osserva con rassegnazione gli altri uccelli, addormentati, mentre all’esterno un grosso cane si avvicina. Nella terza, alcuni topi dall’aria terrorizzata sono rannicchiati uno accanto all’altro nell’erba alta, sovrastati dall’ombra minacciosa di chissà quale animale.
«Regina di Spade, Eremita e Nove di Spade…» commento. Iza mi lancia un’occhiataccia, e mi zittisco subito.
«La smettete voi due?» Silva sospira. «Allora?»
«Non è sufficiente per determinare se qualcuno è un assassino» risponde Izabela. «Ma quella di cui mi avete parlato è di certo una persona pericolosa. Qualcuno che ha perso molto in passato, anche. Forse abbastanza da essere disposta a gesti estremi.»
Osservo le carte. Solitudine, tradimento, perdita, inganno… No, non riesco a trovarci un significato differente. Dovrei esserne contento, sono io ad aver individuato Mila. Ma è davvero difficile associare una lettura simile alla venditrice di souvenir premurosa e gentile che ho incontrato.
Certo, le persone, a differenza delle carte, sanno mentire.
Proprio come sto facendo io.

(continua qui)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...